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21/09/2021

Liste di attesa, l'emergenza si aggrava

Nell'Azienda Friuli Occidentale ci vogliono fino a 792 giorni per una visita oculistica in priorità D, l'attesa più lunga della sanità pubblica regionale. Ma in Asugi si va a non meno di 89 giorni per una visita neurologica e a 82 per una ortopedica. Dati alti se si tiene conto che parliamo di una priorità, la differita, in cui il tempo di risposta della sanità regionale non dovrebbe comunque superare i 30 giorni per le visite specialistiche e i 60 giorni per gli accertamenti diagnostici.
La fotografia, aggiornata a metà settembre, è della Cgil Funzione pubblica. Monitorando il portale Sesamo, la segretaria regionale Orietta Olivo parla di un «ritardo impossibile da colmare senza assumere nuovo personale». Restando alla priorità D, Asugi sfora anche nella colonscopia (54 giorni di attesa minima), nella risonanza magnetica encefalogramma (56), nella visita chirurgica vascolare (71) e nell'ecodoppler tronchi sovraortici (78). L'Azienda Friuli Centrale (AsuFc) fa attendere invece troppo la visita chirurgica vascolare (63 giorni) e la neurologica (78), mentre AsFo viaggi con tempi lunghi a sua volta nella chirurgica vascolare (77) e nella visita ortopedica (76).Passando alla priorità B, dove la risposta dovrebbe essere garantita entro 10 giorni, Asugi fatica nella visita neurologica (21), nell'ecodoppler tronchi sovraortici (13) e nella Rmn encefalogramma (12), con punte massime per AsuFc nella visita neurologica (53 giorni) e nella colonscopia (18) e per AsFo nella visita ortopedica (27) e nella chirurgica vascolare (19). Il convenzionato dà un contributo. In Asugi bastano 4 giorni per prenotare una mammografia e una visita chirurgica vascolare in privato sia in priorità B che in D. Solo 5, sempre nella Venezia Giulia, per una visita oculistica. E addirittura un giorno per una radiografia dell'anca. Ma è il quadro complessivo a preoccupare il sindacato. Perché i tempi minimi riguardano strutture singole, ma nelle altre si va molto oltre le soglie (in Asugi l'attesa massima per una visita neurologica è di 194 giorni, quasi sette mesi).
Tra l'altro, dal precedente monitoraggio di luglio, quando già la risposta del Ssr entro i tempi massimi fissati dalla Regione, tra pubblico e privato, non andava oltre il 20% medio in priorità B e viaggiava tra il 30% e il 40% in priorità D, le code sono diventate più lunghe. Con queste premesse, in una nota a firma Olivo e Andrea Traunero, responsabile regionale sanità, la Cgil denuncia il rischio di vedere «vanificati dall'assenza di interventi concreti da parte della Regione per recuperare il ritardo accumulato nelle attività "normali", sospese o rallentate a causa dell'epidemia, l'impegno del personale e i grandi sacrifici fatti per fronteggiare il Covid».
Riccardo Riccardi, il vicepresidente, preferisce non rispondere al comunicato sindacale. Un testo in cui si riapre la questione delle assunzioni. «Tema di cui si parla solo attraverso annunci a mezzo stampa - attaccano Olivo e Traunero -. Parole, ma nel concreto il finanziamento alle Aziende sanitarie, finito il picco emergenziale, ma in una situazione ancora non di normalità, è evidentemente scarso. E c'è un problema di risorse, probabilmente, anche dietro alla lentezza esasperante nel bandire nuovi concorsi per infermieri, Oss, fisioterapisti, addetti alla prevenzione. L'assunzione di personale amministrativo da parte dell'Arcs potrebbe almeno accelerare le operazioni». Non rispondere «sarebbe una grave reticenza non solo nei confronti dei lavoratori, ma di tutti i cittadini» conclude la Cgil sottolineando pure i nodi dell'assenza di un piano di riorganizzazione, dal territorio al domiciliare, del numero chiuso per le lauree di medicina, della formazione degli Oss, delle sospensioni senza sostituzione degli addetti non vaccinati. Tra le difficoltà dell'utenza c'è anche la prenotazione di un intervento di cataratta. Lo rileva Simona Liguori, consigliera regionale dei Cittadini, che ha depositato una interrogazione per conoscere le tempistiche della riapertura, dopo un anno e mezzo, dell'ambulatorio di Gemona, che garantisce il trattamento della patologia. «Si tratta di un servizio di importanza fondamentale - rimarca Liguori - visto che quello alla cataratta, che determina l'opacizzazione parziale o totale del cristallino, è un intervento estremamente comune e che colpisce tre over 70 su quattro». (Marco Ballico)