News

14/05/2020

Decreto rilancio, la Cgil Fvg promuove la manovra: «Sul lavoro risposte importanti»

«L’aspetto più importante sono i 25 miliardi di dotazione complessiva delle misure per i lavoratori, e in particolare i 15 miliardi per il rifinanziamento della cassa integrazione e le altre misure tese a scongiurare i licenziamenti». Parte dal lavoro il giudizio positivo della Cgil Friuli Venezia Giulia sul Decreto Rilancio, varato ieri dal Consiglio dei ministri. A esprimerlo il segretario regionale Villiam Pezzetta, che parla di un provvedimento «in linea con le attese sia nella dotazione finanziaria sia nell’impostazione generale, per quanto legato a una logica di emergenza piuttosto che a un disegno complessivo di politica industriale di sostegno alla ripresa del Paese, che ancora si fatica a intravvedere».
CIG, ACCELERARE I PAGAMENTI. Per quanto riguarda la cassa integrazione, la Cgil valuta positivamente sia il raddoppio della copertura temporale della cassa in deroga sia la scelta di centralizzare le procedure autorizzative, finalizzata a sgravare le Regioni e ad accelerare i pagamenti. Accelerazione che arriverà anche grazie alla misura che prevede l’anticipo del 40% delle indennità entro i 15 giorni dalla domanda. «Considerato che il 90% dei beneficiari della cassa in deroga –rimarca Pezzetta – attende ancora i soldi, una velocizzazione dell’iter era indispensabile e crediamo che debba riguardare non solo le nuove domande, ma anche quelle pregresse, visto e considerato che la Regione, finora, è riuscita ad autorizzare meno del 20% delle domande di cassa in deroga e che solo 1.300 dei 16mila beneficiari complessivi hanno incassato l’indennità di marzo». Resta quindi ferma, in attesa di ulteriori indicazioni che arriveranno dal decreto e dalle norme attuative, la richiesta alla Regione di potenziare il personale della Direzione al Lavoro impegnato nell’iter di accoglimento e decretazione delle domande, «che è oggi largamente insufficiente rispetto alla grande molte di pratiche pendenti», dichiara ancora Pezzetta.
SÌ AL SUPERBONUS. Riguardo alle altre misure, convince l’innalzamento al 110% del bonus su alcuni interventi di riqualificazione energetica e antisismica: «Le caratteristiche e le condizioni del superbonus – commenta Pezzetta – non sono ancora note, ma giudichiamo corretta e condivisibile la scelta di puntare sull’edilizia come volano strategico per la ripresa, tanto più che si andranno a premiare interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio residenziale pubblico e privato, come chiede da tempo il sindacato». Bene anche il le misure sulle dilazioni di alcune scadenze fiscali e contributive per cittadini e imprese, così come il reddito di emergenza, «necessario per dare un sostegno a quelle famiglie non coperte né dal reddito e dalla pensione di cittadinanza né dai vari bonus e ammortizzatori legati all’emergenza».
SANITÀ E IRAP. Giudizio positivo anche sui 3 miliardi di stanziamenti aggiuntivi sulla sanità, «conferma di una tendenza virtuosa intrapresa dall’attuale Governo, rafforzata anche dalla scelta di destinare metà del finanziamento al potenziamento del territorio». C’è però il timore che il taglio dell’Irap, che concorre alla spesa sanitaria con il 50% del gettito, possa neutralizzare gli effetti positivi della misura. «Al di là del timore di ripercussioni sul servizio sanitario – aggiunge Pezzetta – crediamo che servano misure più mirate, mentre un taglio lineare come quello proposto slega l’intensità di sostegno indipendentemente dagli effettivi bisogni delle aziende e dell’economia». La priorità, per la Cgil, è in ogni caso quella di «mettere in sicurezza il servizio sanitario, a livello nazionale e regionale, garantendo anche le poste straordinarie necessarie non solo a mantenere alte le barriere contro l’epidemia, ma anche a garantire il ripristino dei normali standard di servizio e lo smaltimento delle liste di attesa, aggravate dall’emergenza Coronavirus». Obiettivi possibili – questo l’appello che la Cgil lancia alla Giunta regionale, «soltanto confermando la centralità della sanità pubblica e attraverso un piano straordinario di assunzioni, indispensabile per garantire la continuità assistenziale e il diritto alla salute in una situazione che resta di emergenza».