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27/04/2020

DPI, test e spostamenti gratuiti: vigili del fuoco e forze dell’ordine in pressing sulla Regione

Un intervento nei confronti del Governo al fine adeguare i corpi del comparto sicurezza alle ordinanze della Regione e di rendere disponibile per tutti i lavoratori l’uso delle mascherine nei luoghi di lavoro. La correzione della distanza di sicurezza che, anziché essere di 1 metro, è internazionalmente riconosciuta come 6 piedi. L’intensificazione di test e tamponi e l’applicazione del testing and contract tracing. Una mappa pandemica del comparto sicurezza del Fvg attraverso l’uso dei test sierologici, laddove approvati. Presidi sanitari permanenti, nelle carceri del territorio, al fine di effettuare lo screening ai soggetti che accedono alla custodia carceraria. La concessione della libera circolazione sui mezzi pubblici, Ferrovie ed autostrade per il personale del comparto sicurezza sino alla fine dell’emergenza covid-19. Sono le richieste che i rappresentanti dei sindacati del comparto sicurezza Fns Cisl, Cgil, Uil e Confsal Vigili del Fuoco, Upl Sicurezza e Nsc (Nuovo sindacato Carabinieri) hanno sottoposto oggi alla regione nel corso di una conferenza con l’assessore Pierpaolo Roberti.
«È impensabile – si legge nella nota unitaria firmata dai rappresentanti delle rispettive sigle sindacali – riuscire nell’impresa di uscire dal lockdown senza che tutti i settori della regione si muovano in egual modo. Molte regioni d’Italia hanno ottenuto, per i settori che stanno mantenendo efficienti le strutture fondamentali del paese, l’esenzione per i trasporti e per le autostrade, corsie preferenziali per il mantenimento in efficienza della salute dei lavoratori anche attraverso l’uso della profilassi e del testing, contact tracing and isolation. A tutt’oggi, purtroppo, bisogna però ricordare che ancora non è stato reso obbligatorio, nelle nostre sedi di servizio, l’uso delle mascherine chirurgiche». Critiche anche per i ritardi nell’attuazione, in regione, della convenzione nazionale sulla libera circolazione degli uomini delle forze dell’ordine sui treni e in autostrada. «L’uso gratuito dei mezzi pubblici, ferroviari e delle tratte autostradali – si legge ancora nella nota – è stato riconosciuto proprio per favorire gli spostamenti di chi opera in prima linea contro la diffusione del contagio ed è obbligato a recarsi nei posti di lavoro. Ma la convenzione con le Fs della nostra regione, recentemente approvata, oggi non è in funzione in quanto manca la stipula contrattuale tra i due enti».