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14/11/2019

Croce Rossa di Udine, diritti in picchiata per gli operatori

Salari e tutele contrattuali in picchiata per i lavoratori, circa un centinaio sul territorio provinciale, della Croce Rossa di Udine. A segnalare il caso è il segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil Andrea Traunero, che denuncia taglia salariali del 30% come effetto del contratto di prossimità siglato nel luglio scorso siglato a livello aziendale, ma non sottoscritto dalla Cgil. «Siamo alla fase due – spiega Traunero – di un ribasso salariale iniziato nel 2014 con la sostanziale privatizzazione del comitato provinciale Cri, passato dal contratto degli enti pubblici non economici a quello Anpas. Con l'accordo di quest'anno, firmato prima che scadessero le convenzioni aperte, si è avviata a una riduzione di salari e tutele molto più pesante. Contro questi ribassi pesantissimi la Cgil ha chiesto una serie di incontri per riaprire i tavoli di trattativa con i vertici dell'ente, ma fino ad ora le risposte sono state solo abbozzate e la questione non è per nulla risolta. La Cri, anzi, ha già comunicato ai lavoratori diverse modifiche e sta già attuando parti del contratto Anpas senza discutere con le parti sociali».
Il dubbio della Cgil è che l'obiettivo sia quello di rendere l'azienda meno costosa e più competitiva «a spese di chi ci lavora», per prepararla alle nuove convenzioni con il servizio sanitario regionale. «Una strategia che respingiamo – prosegue Traunero – perché non è ammissibile percorrere una strada che incrementa progressivamente gli orari e i livelli di stress, riducendo salari e diritti dei lavoratori e determinando nel contempo un drastico calo della qualità dei servizi offerti ai cittadini che ne hanno bisogno».
La Cgil invoca un cambio rotta. «Chiediamo alla Croce Rotta, e ancor prima alle Aziende sanitarie coinvolte e all'Assessore regionale alla Sanità, di scrivere una pagina completamente nuova – spiega ancora Traunero –  mettendo al centro i diritti degli utenti e dei lavoratori. Serve una riforma organica del servizio, stabilendo gli standard, i modelli di riferimento, protocolli per i rapporti tra servizio sanitario e volontariato, ragionando sugli organici e valorizzando i professionisti dell'emergenza. L'esatto contrario di una logica basata sulle esternalizzazioni selvagge, con personale ridotto all'osso e con diritti in picchiata». Queste le richieste che la Cgil lancia alle controparti, chiedendo la rapida convocazione di un tavolo con le Aziende sanitarie e la Croce rossa. «Con l'obiettivo – conclude il segretario della Fp Cgil – di contrastare una logica di privatizzazione diffusa che già in altri settori sensibili come quello dell'assistenza sta facendo emergere casi clamorosi di violazione dei diritti degli utenti».