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15/12/2018

Casa di riposo di Ronchi, perché la Cgil dice no alla privatizzazione

In merito alla Casa di Riposo Corradini di Ronchi dei Legionari la preoccupazione delle nostre organizzazioni è sempre stata incentrata sul mantenimento della qualità dei servizi ai cittadini con delle buone condizioni di lavoro dei dipendenti. Siamo contrari alle privatizzazioni da sempre non solo nelle case di riposo, anche negli altri servizi comunali, dove sempre più spesso i dipendenti comunali vengono “sostituiti” con personale di cooperativa. Questo avviene inevitabilmente abbassando la qualità del servizi ma mantenendo o addirittura aumentando i costi per la collettività. Cose che abbiamo sempre combattuto e denunciato. Vogliamo precisare che gli operatori di cooperativa sono qualificati e preparati come i dipendenti comunali che sono andati a sostituire con la piccola differenza che sono pagati forse la metà e hanno un lavoro molto più precario, soggetto a cambi di datore di lavoro, riduzione di orari e di stipendio, mentre il costo degli appalti rimane comunque paragonabile se non superiore a quello che costerebbe assumere un educatrice o una Oss con un normalissimo concorso pubblico.
Le stesse cooperative non sono tutte uguali nel loro modo di intendere la loro missione sociale e di trattare i propri soci lavoratori. Gli ospiti delle case di riposo sono i nostri nonni, quelli che rimangono soli perché non gli riusciamo più ad accudire, spesso non autosufficienti e a cui andrebbero garantito di poter vivere il tempo che resta con dignità e sostegno. Quello che chiediamo al comune di Ronchi è a monitorare e risolvere ogni problema che riguarda i servizi affidati all’esterno, alle cooperative, in particolare verificando la qualità di quelli forniti ai soggetti deboli, anziani e bambini, ed a intervenire per le criticità che sembrerebbero esistere nella gestione della Casa di Riposo Corradini.
Segreterie provinciali Fp-Cgil e Spi-Cgil Gorizia